ms. 117 Bonadies, di particolare interesse a livello mondiale e noto come Codex Faenza. Il Codice che ha una legatura moderna si compone di 184 cc. pergamenacee. Iniziato nel Trecento in Mantova da un organista lombardo, che ne compilò l'importantissimo repertorio strumentale, nel Quattrocento entrò in possesso del carmelitano Johannes Godendack, il cognome del quale tradotto in latino è "Bonadies" ed è distintivo specifico del codice. Trasferitosi per l'insegnamento a Reggio Emilia e a Parma, il Bonadies vi aggiunse vari trattati teorici, una propria composizione, canti greci del Concilio di Firenze, polifonie sacre e profane dell'epoca, lasciandolo infine alla biblioteca del Monastero di S. Paolo in Ferrara dove la morte lo colse.



                                                                                                   piatto anteriore Bonadies


Antonio Cicognani pubblicò nell'anno 1889 in "Gazzetta Musicale" a pag.570-571 il primo articolo dal titolo "Intorno ad un antico manoscritto musicale" che ha come argomento il Codex Faenza 117 "Bonadies".


                                                                                                    Gazzetta_Musicale_n.35_01Settembre1889

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