1900-1901, un anno scolastico che ha segnato la vicenda umana di Campana

 

Feci le scuole elementari a Marradi: cinque classi. Il ginnasio lo feci a Faenza, nel ginnasio Torricelli; un anno anche di liceo a Faenza, poi andai a Carmagnola presso Torino”.

 

Questo è il racconto inesatto che Dino Campana fornisce al dottor Pariani, quando già da anni è recluso all’interno del manicomio di Castel Pulci. In realtà le classi di ginnasio vennero svolte presso l’Istituto Salesiano, non al Torricelli. Fino ad allora Dino si è dimostrato studente capace sebbene un po’ disordinato ed il padre Giovanni, maestro elementare, ha certamente favorito gli studi del figlio. Per dispensarlo dai massacranti viaggi fino Faenza affittò una casa in Via Bondiolo 16, dove Dino andò ad abitare con la madre probabilmente fin dall’autunno 1897. Solo nel 1900, sostenuti gli esami di quinta ginnasiale, il poeta degli Orfici viene ufficialmente iscritto alla prima classe dell’”antico palazzo rosso” del Liceo Regio. Gli esami d’ammissione verranno superati con voti discreti ma l’anno scolastico sarà disastroso, i voti attestano un calo progressivo di bimestre in bimestre, seguito da un crollo agli esami e la bocciatura sancita dal collegio dei professori il 12 ottobre 1901. Non è quindi azzardato affermare che siano proprio questi gli anni che segnarono la vicenda umana di Campana, durante i quali cominciò a dare i primi segni di squilibrio. Il 13 settembre 1906 il padre scriverà così al direttore del manicomio di Imola: “Nel 1900 egli cincominciò a dar prova di impulsività brutale, morbosa, in famiglia e specialmente con la mamma”.

Dino proseguirà gli studi altrove e sempre in maniera discontinua, tuttavia il suo passaggio al Liceo Torricelli ha lasciato in lui un segno indelebile, che in maniere differenti emergerà nei Canti Orfici, non solo a livello di suggestioni (la possibilità di ammirare facilmente i quadri della Pinacoteca) o influenze stilistiche (all’epoca il Liceo era legatissimo a Carducci, con tutte le sue implicazioni) ma anche a livello umano. Sono qui esposti, oltre ai preziosissimi registri di classe, le fotografie di professori e compagni di Liceo entrati a contatto con il poeta. Tra i primi possiamo citare il preside Flaminio Del Seppia (che a Prato ha avuto come alunno anche D’Annunzio) e Antonio Messeri, autore di un noto volume sulla storia di Faenza. Dei secondi ricordiamo Oddone Assirelli, il più bravo dei suoi compagni, che verrà anche citato negli Orfici con un ritratto ostile. Un legame più profondo lo lega ad Antonio Missiroli e Giovanni Collina, appartenenti al cenacolo Baccarini, che Campana comincerà a frequentare sporadicamente negli anni successivi al Liceo. Con Aldo Orlandi, bibliotecario a Faenza e per un certo periodo segretario di Alfredo Oriani, Campana mantenne un legame epistolare anche quando Orlandi si trasferì a Torino.

Samuele Marchi

                                                                                                 

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