Faventia, vulgo Faensa
1704

da: Nouveau theatre d'Italie, ou description de ses villes, palais, eglises, &c. Et les cartes geographiques de toutes ses provinces. Tome premier [-quatrieme! ... Sur les desseins de seu monsieur Jean Blaeu, ..., A Amsterdam, par les soins de Pierre Mortier libraire
Colorata a mano.
1 pianta di Faenza, calcografia, 46,5x60 cm
 
                                                                                                                                     

Diocesi di Faenza. All'illustrissimo e reverendissimo mons. Tomaso Cervioni nobile senese e vescovo di Faenza
ca. 1730

1 carta geografica, manoscritta, 28x21 cm.

                                                                                                                                                    
Ercole Zaccaria
 Pianta antica di Faenza dedicata al rev.mo p. maestro Francesco Ottavio de Orestis da Carlo Cesare Scaletti

ricavata da una pianta di Faenza del 1565 e fatta nella prima metà del 1700 da C. C. Scaletti. - Rist. anast
Faenza : Comune di Faenza, 1979
1 pianta topografica, colorata a mano, 34x43,5 cm
In calce: can.o Erc. Zaccaria f[ecit], 1896
Con annotazioni storiche manoscritte di Giacomo Calzi
Vi sono evidenziate le chiese esistenti e soppresse di Faenza
Rist. anast. dell'ed. del 1896.

                                                                                                                                          


Colonia Esperide Faentina:

Il 7 settembre 1762 Ermolao Albrizzi (Venezia 1695 - Forlì 1764), fondatore dell’Istituto Albriziano di Scienze ed Arti Liberali di Venezia, dona alla città di Faenza un dipinto su carta denominato “Colonia Esperide Faentina” di 221 cm. per 57 cm. Il dipinto, fissato su un legno, viene inserito in una cornice dorata, ed esposto nel Palazzo Comunale, nella Sala delle Rose delle pubbliche udienze ove i Priori della Magistratura di Faenza esercitano il loro ufficio. Gaetano Ballardini nella rivista “Romagna”di aprile – maggio del 1905 descrive con queste parole il dipinto:

“….il Quadro si divide in otto parti ed in sei tavole: Precedono la Dedica e l’indicazione dei Priori ed Anziani del tempo, e le note apposte dal C.co Girolamo Tassinari nel 1851, in occasione del restauro da lui compiuto: seguono le Tavole: La prima comprende il “Simbolo Storico Generale della Colonia Faentina; la seconda contiene la “Topografia di tutta la estensione della Colonia” ed è formata dalla pianta della Città e da quella del Comune e della Diocesi; La terza tratta degli “Uomini Illustri defunti di maggior fama”; la quarta descrive le “Principali Comunità esistenti nella Colonia” col sigillo di ciascuna; la quinta dà gli stemmi e i nomi delle “Nobili Famiglie passate che hanno fiorito nella Colonia”; la sesta infine dà gli stemmi e i nomi delle “Nobili Famiglie presenti che risiedono nella Colonia”.

Chiude la Tavola il Decreto del Priore ed Anziani di Faenza, in data 16 febbraio 1762, con cui si approva la Tavola, se ne decreta la perpetua esposizione e si rilasciano al Signor Ermolao Albrizzi le tre medaglie…..in oro l’una, in argento l’altra e la terza in rame con la superba impresa dell’Istituto Divitiis animosa suis ! “ In data incerta il dipinto venne trasferito nella Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza.

Miro Gamberini





        C.E.F. Tav.1                       C.E.F. Tav.2                    C.E.F. Tav.3                     C.E.F. Tav.4                 C.E.F. Tav.5                      C.E.F. Tav.6
particolare n.1   particolare n.2   particolare n.3     








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